La domanda di risarcimento danni per responsabilità aggravata non influisce sul valore della causa (Cass., Sez. III, 19 luglio 2013, n. 17704)

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Con la sentenza in parola la Corte di Cassazione ha evidenziato che la domanda di condanna per lite temeraria ex art. 96 c.p.c., che rientra nella competenza funzionale del giudice competente a conoscere della domanda principale, attiene esclusivamente al profilo del regolamento delle spese processuali, per cui il suo valore non incide su quello della controversia, non potendo essere cumulato, ex art. 10 c.p.c., con il valore di quella principale; ne consegue l’inidoneità di tale domanda a determinare uno spostamento di competenza, secondo quanto previsto dagli artt. 34 e 36 c.p.c.
La Corte ha osservato altresì che qualora il giudice debba emettere una pronuncia secondo equità per i limiti di valore della controversia – nel caso di specie avente ad oggetto un credito per spese condominiali – la proposizione di domanda riconvenzionale ex art. 96 c.p.c. non influisce sui criteri della decisione e non può, pertanto, imporre al giudicante di seguire le norme di diritto. La relativa sentenza, precisa la Suprema Corte, nel regime processuale anteriore all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 40/2006 che ha sostituito l’art. 339, 3° comma, c.p.c., è pertanto impugnabile con il ricorso per cassazione e non con l’appello.

a cura di Guendalina Carloni

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