Patrocinio a spese dello Stato e attività professionale stragiudiziale (Cass., Sez. Un., 19 aprile 2013, n. 9529)

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Nel caso in analisi, il CNF aveva sospeso, per oltre due mesi, un avvocato dall’esercizio della professione per aver richiesto ad una cliente il pagamento dei propri compensi, nonostante quest’ultima fosse già stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato. In particolare, il CNF aveva respinto la tesi dell’avvocato secondo il quale la richiesta sarebbe stata legittima, in quanto l’attività prestata sarebbe stata di natura stragiudiziale ed in quanto tale non sarebbe rientrata nel beneficio del patrocinio a spese dello Stato. Secondo la ricostruzione del CNF, il legale avrebbe prestato un’attività meramente propedeutica al procedimento da instaurare innanzi all’autorità competente, con la conseguenza che non sarebbe stata da qualificare semplicemente come stragiudiziale.
La Corte di Cassazione, investita della questione, ha confermato l’assunto del CNF, osservando come l’attività professionale, quando è svolta in vista di una successiva azione giudiziaria, deve esservi ricompresa ai fini della liquidazione delle spese a carico dello Stato. 
 

a cura di Marco Ferrero
 

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