E’ sufficiente l’iscrizione in un albo professionale diverso da quelli espressamente indicati all’art. 18, comma 1, lett. a), l. n. 247/2012, a determinare l’incompatibilità quanto all’iscrizione all’albo degli avvocati, non essendo necessario che la differente attività sia svolta continuativamente o professionalmente (Cass, Sez. Un., 27 dicembre 2016, n. 26996)

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Il COA di Roma disponeva la cancellazione di un abogado dalla sezione speciale degli avvocati stabiliti per incompatibilità, ex art. 18, comma 1, lett. A) della L. n. 247/2012, in ragione della contemporanea iscrizione dello stesso all’albo dei geometri. Il CNF confermava la delibera. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, chiamate a pronunciarsi sulla questione, hanno ricordato che l’art. 18 della Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense – richiamato dal COA – stabilisce un principio di incompatibilità tra l’iscrizione all’albo degli avvocati e, contemporaneamente, a diverso albo professionale, prevedendo un numerus clausus di eccezioni a tale principio (albo dei commercialisti,  e esperti contabili, elenco dei pubblicisti, registro dei revisori contabili, albo dei consulenti del lavoro). Se, come nel caso di specie, non ricorre una delle ipotesi eccezionali per le quali è prevista la contemporanea iscrizione, l’incompatibilità è automatica, senza necessità di accertare la continuità dell’esercizio dell’attività ritenuta incompatibile (in tal senso, di recente, l’ordinanza SS.UU. n. 15208/2016).

A cura di Leonardo Cammunci

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