I registri telematici di cancelleria dimostrano l’esercizio abusivo della professione dell’avvocato cancellato dall’albo (Cass., Sez. VI Pen., 24 febbraio 2021, n. 7252)

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Un avvocato veniva condannato per esercizio abusivo della professione per aver patrocinato le parti in alcuni procedimenti dopo essere stato destinatario di un provvedimento di cancellazione dall’albo. Il legale ricorreva per Cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello, lamentando, tra l’altro, l’intervenuta prescrizione del reato: si sosteneva, in particolare, che la Corte avesse erroneamente conferito dignità di prova alla comunicazione del direttore di cancelleria, a seguito di mera ricognizione dei registri informatici – dai quali risultava che il legale patrocinasse ancora in alcuni procedimenti – in tal modo dilatando il tempus commissi delicti.

La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso anche sul punto, ritenendo corretta la decisione di far decorrere la prescrizione dal momento del rilascio dell’attestazione di cancelleria effettuata in base alla ricognizione dei registri telematici: quest’ultima costituisce prova dell’esercizio abusivo della professione da parte del legale cancellato dall’albo che, al momento della verifica, risulti ancora patrocinatore, ove non si dimostri che la condotta è cessata prima di quel momento.

A cura di Leonardo Cammunci

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