Il principio di retroattività in melius non si applica alle norme sopravvenute che riducono i termini di prescrizione (Cass., Sez. Un., 16 luglio 2015, n. 14905)

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La Corte ha sostenuto che il principio di retroattività in mitius non può riguardare le norme sopravvenute, che modificano in senso favorevole al reo la disciplina della prescrizione, prevedendo la riduzione del tempo occorrente perché si produca l’effetto estintivo del reato.
In altri termini, le fattispecie normative che non comportano un mutamento favorevole al reo nella valutazione sociale del fatto, che porti a ritenerlo penalmente lecito o comunque di minore gravità, risultano essere estranee all’ambito di operatività del principio della lex mitior.
La Corte di Cassazione cosi motivando – con la sentenza in epigrafe – ha escluso l’applicabilità al caso di specie dell’art. 56 della legge n. 247 del 2012 (che contiene la nuova disciplina dell’Ordinamento della Professione Forense) che dispone la prescrizione dell’azione disciplinare una volta decorso il termine di sette e mezzo dalla commissione del fatto ed ha ritenuto fondato il giudizio di responsabilità dell’incolpata che ha portato alla determinazione della sanzione inflitta.

 

A cura di Guendalina Guttadauro

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