In ipotesi di divergenza tra la data di udienza del dibattimento indicata nel decreto di citazione a giudizio e quella riportata nel biglietto di cancelleria, prevale sempre la prima (Cass., Sez. II Pen., 06 ottobre 2015, n. 40128)

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Con la pronuncia in esame, la Corte di Cassazione ha stabilito che la trattazione della causa in un giorno diverso da quello indicato nel decreto di citazione a giudizio costituisce un’ipotesi di nullità assoluta ai sensi degli artt.601 commi terzo e sesto, 429 comma primo lettera f), 178 comma primo lettera c) e 179 primo comma c.p.p., poiché ciò impedisce l’intervento dell’imputato impedendogli l’esercizio del diritto di difesa.
Nel caso di specie, la cancelleria ha notificato a mezzo telefax al difensore di fiducia dell’imputato il decreto di citazione a giudizio accompagnato da un biglietto di cancelleria nel quale era indicata una data di udienza diversa ed antecedente la data indicata nel decreto di citazione a giudizio.
Lo svolgimento del processo in un data antecedente a quella indicata nel decreto di citazione a giudizio, unico documento che fa fede, equivale ad un’omessa citazione con conseguente lesione del diritto di difesa dell’imputato.
A cura di Fabio Marongiu

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