Iscrizione a ruolo “con velina” delle cause di appello: quali conseguenze? (Cass., Sez. II, Ord., 18 dicembre 2015, n. 25529)

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Con l’ordinanza qui segnalata la II Sezione, rilevato un contrasto giurisprudenziale in ordine alle conseguenze dell’iscrizione a ruolo “con velina” delle cause di appello, dispone la trasmissione degli atti al Primo Presidente perché valuti l’opportunità di una pronuncia a Sezioni Unite sulle seguenti questioni: se il deposito della copia e non dell’originale dell’atto di impugnazione al momento della costituzione in giudizio dell’appellante comporti di per sé l’improcedibilità del giudizio di gravame, oppure dia luogo a una nullità sanabile; in questa seconda ipotesi, se per evitare l’improcedibilità il deposito dell’originale dell’atto di impugnazione debba necessariamente avvenire entro la prima udienza, oppure possa essere utilmente effettuato nel prosieguo del giudizio, oppure ancora se sia già di per sé sufficiente (ipotesi che in giurisprudenza non risulta essere stata prospettata) la costituzione stessa in giudizio dell’appellato, in quanto dimostrativa dell’avvenuto raggiungimento dello scopo dell’atto.

A cura di Alessandro Marchini

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