L’associazione professionale costituisce autonomo centro di imputazione giuridica a cui, in forza di accordi interni, gli associati possono attribuire la titolarità del diritto di credito a fronte di prestazione svolta da uno degli associati (Cass., Sez. II, 2 febbraio 2018, n. 2575)

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Con la sentenza in commento la Suprema Corte afferma la sussistenza di legittimazione attiva dell’associazione professionale a porsi come autonomo cento di imputazione di rapporti giuridici, anche con riferimento a crediti per prestazioni svolte dai singoli professionisti. In particolare viene precisato che secondo quanto disposto dall’art. 36 c.c., l’ordinamento interno e l’amministrazione delle associazioni non riconosciute sono regolati da accordi interni tra gli associati, i quali dunque possono attribuire alla stessa la legittimazione a stipulare contratti e ad acquisire la titolarità di rapporti. Accertata la sussistenza di tale circostanza, sussiste la legittimazione attiva dell’associazione professionale in quanto autonomo centro di imputazione giuridica. Nel caso di specie, la società ricorrente aveva contestato tardivamente l’esistenza di un accordo interno tra gli associati che attribuisse validamente all’associazione professionale la titolarità del credito rispetto alla prestazione svolta dal singolo professionista, non potendosi dunque configurare alcuna carenza di legittimazione attiva della medesima.

 

 

A cura di Elena Borsotti

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