La cancellazione dall’albo dei praticanti avvocati abilitati al patrocinio opera automaticamente decorso il sessennio ed il reclamo avverso detto provvedimento non è proponibile (Cass., Sez. III, 23 ottobre 2018, n. 26704)

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La sentenza in commento muove da un giudizio per il risarcimento del danno promosso da un praticante avvocato nei confronti del COA di competenza per mancato riconoscimento dell’effetto sospensivo del reclamo proposto al CNF avverso il provvedimento di cancellazione dal registro dei praticanti abilitati al patrocinio.

Sia il Tribunale che la Corte di Appello competenti rigettavano la domanda promossa dall’attore ritenendo che la possibilità di reclamo fosse prevista per il solo caso di cancellazione dal registro dei praticanti semplici (ex art. 14 R.D. 37/1936) e non da quello dei praticanti abilitati e che, pertanto, a fortiori, fosse escluso l’effetto sospensivo dello stesso ed il conseguente preteso risarcimento. La Corte, peraltro, nel dichiarare inammissibile l’appello proposto, rilevava che al decorso del termine di sei anni l’abilitazione al patrocinio venisse meno automaticamente, senza alcuna discrezionalità e/o possibilità di proroga da parte del COA.

Veniva, quindi, proposto ricorso per cassazione articolato in cinque motivi; per quanto di interesse, con il secondo motivo, il ricorrente denunciava la violazione dell’art. 37 R.D. 1578/1933 e dell’art. 14 R.D. 37/1934 censurando l’interpretazione restrittiva delle norme fornita dai giudici del merito e ritenendo che fosse da escludere l’ipotesi di cancellazione automatica per il mero decorso del termine di sei anni. La Suprema Corte, nel cassare senza rinvio la decisione per improponibilità della domanda, in quanto ritenuta priva di fondamento in iure, definitivamente statuiva che l’art. 37 citato, disciplinante la sospensione, non regolasse la cancellazione dall’albo dei praticanti abilitati al patrocinio e che, in ogni caso, il reclamo fosse proponibile per il solo provvedimento di cancellazione dall’albo dei praticanti semplici che non viene meno per il solo fatto della perdita dell’esercizio del patrocinio.

A cura di Sofia Lelmi

 

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