La carenza di qualsivoglia responsabilità della controparte nell’errata interpretazione di una norma costituisce valido motivo di compensazione delle spese di lite (Cass., Sez. VI, Ord., 30 giugno 2016, n. 13494)

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Con la presente sentenza la Corte di Cassazione si pronuncia in tema di compensazione delle spese di lite.

In particolare la Suprema Corte di Cassazione, dopo aver precisato che l’art. 92, comma 2 c.p.c. nella sua previgente formulazione ex L. n. 69/2009 costituisce norma elastica, clausola generale che il legislatore ha previsto per adeguarla ad un dato contesto storico-sociale o a speciali situazioni non esattamente ed efficacemente determinabili “a priori”, ma da specificare in via interpretativa da parte del giudice del merito, rileva e dichiara che il riferimento in sentenza alla “carenza di qualsivoglia responsabilità” da parte degli opposti sia una motivazione idonea a supportare la valutazione della sussistenza dei giusti motivi di compensazione, in quanto basata sulla specialità della situazione processuale, data dal fatto che l’errata interpretazione della norma è imputabile esclusivamente al giudice dell’esecuzione.

Nel caso di specie il Tribunale di Salerno accoglieva l’opposizione agli atti esecutivi proposta dall’avv. A.F., ritenendo errata la mancata distrazione in favore del difensore avv. A., da parte del Giudice dell’esecuzione, di spese e competenze della procedura esecutiva, dichiarava illegittima l’ordinanza di assegnazione e compensava le spese del giudizio di opposizione ritenendo la carenza di qualsivoglia responsabilità per l’emissione del provvedimento contestato in capo agli opposti, per di più rimasti contumaci.In relazione alle osservazioni sopra sintetizzate la Corte di Cassazione rigettava il ricorso.

A cura di Silvia Ventura.

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