La confisca di un bene immobile del condannato prevale sul pignoramento, indipendentemente dalla trascrizione, se il bene risulti ancora di sua proprietà al momento della applicazione della misura, purché lo stesso non sia stato assegnato nell’ambito della procedura di espropriazione immobiliare (Cass., Sez. III, 30 novembre 2018, n. 30990)

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Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione affronta una interessante questione in tema di confisca penale e diritti dei terzi creditori del soggetto nei cui confronti la confisca è stata eseguita. In particolare, il giudice di legittimità, richiamando anche la precedente giurisprudenza in materia, sottolinea che il conflitto di diritti tra i creditori del condannato, anche se assistiti da garanzia reale ovvero in caso di pignoramento già eseguito, e lo Stato non si risolve sul piano civilistico in base all’anteriorità della trascrizione o iscrizione nei registri immobiliari dei relativi acquisti; la confisca prevale sul pignoramento qualora la stessa sia intervenuta, indipendentemente dalla trascrizione, quando il bene era ancora di proprietà del condannato e lo stesso non sia stato oggetto di assegnazione. Il conflitto con i diritti dei terzi creditori può essere risolto sul piano penalistico in sede di incidente di esecuzione della misura.

A cura di Fabio Marongiu

 

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