La scelta della strategia processuale e la responsabilità del legale (Cass., Sez. III, Ord., 15 novembre 2017, n. 26959)

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Con la pronuncia in commento la Suprema Corte torna ad affermare un principio oramai consolidato sul tema della responsabilità del legale riguardo alla scelta della ‘strategia processuale’ adottata.
Sul punto la Sezione Terza, ribadendo la generica esclusione di ogni profilo di responsabilità riguardo scelte processuali vertenti su questioni su cui giurisprudenza e dottrina presentino comunque margini di opinabilità, ha modo di ribadire il principio ai sensi del quale “in tema di responsabilità dell’avvocato verso il cliente, è configurabile imperizia del professionista allorché questi ignori o violi precise disposizioni di legge, ovvero erri nel risolvere questioni giuridiche prive di margine di opinabilità, mentre la scelta di una determinata strategia processuale può essere foriera di responsabilità purché la sua inadeguatezza al raggiungimento del risultato perseguito dal cliente sia valutata (e motivata) dal giudice di merito “ex ante” e non “ex post”, sulla base dell’esito del giudizio”.

A cura di Lapo Mariani

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