Le risultanze della CTU non convincono il Giudice? Può distaccarsene… ma lo deve motivare! (Cass., Sez. III, Ord., 11 gennaio 2021, n. 200)

Con l’ordinanza in commento la Suprema Corte ha ribadito i propri precedenti orientamenti in tema di consulenza tecnica d’ufficio.

La pronuncia trae origine da un ricorso presentato in ambito di responsabilità medica. Nell’argomentare le varie questioni sottoposte alla sua disamina, la Corte si sofferma sul valore della CTU disposta dal giudice di merito e sulla possibilità per quest’ultimo di distaccarsi dalle risultanze in essa contenute.

Come noto, il giudice, allorquando non abbia le cognizioni tecnico-scientifiche necessarie ed idonee a ricostruire e comprendere la fattispecie concreta in esame, pur essendo peritus peritorum, deve fare ricorso ad una consulenza tecnica di tipo percipiente, quale fonte oggettiva di prova. Ciò premesso, la Corte, richiamando svariate precedenti pronunce, afferma che il giudice ha certamente la facoltà di disattendere le risultanze della disposta CTU percipiente, ma solo motivando in ordine agli elementi di valutazione adottati e agli elementi probatori utilizzati per addivenire all’assunta decisione, specificando le ragioni per cui ha ritenuto di discostarsi dalle conclusioni cui è giunto il proprio perito.

A cura di Costanza Innocenti

 

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