Nel giudizio di opposizione a d.i. emesso per il pagamento del compenso professionale, gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono secondo le norme del rito seguito prima dell’eventuale mutamento disposto ex art. 4, D.Lgs. 150/2011 (Cass., Sez. II, Ord., 10 dicembre 2020, n. 28199)

File allegati:

La pronuncia in esame fa chiarezza in ordine ad un delicato aspetto procedurale, con importanti riflessi sostanziali, che può presentarsi in occasione di un’opposizione del cliente avverso un decreto ingiuntivo emesso su ricorso dell’avvocato per il pagamento del proprio compenso.

Nella vicenda di specie, il cliente, avendo introdotto la propria opposizione con atto di citazione (anziché con ricorso ex art. 14, D.Lgs. 150/2011) si “preoccupava” – nei quaranta giorni di cui all’art. 641 c.p.c. – di consegnare l’atto all’U.N.E.P., mentre depositava l’atto in cancelleria decorso ormai tale termine. Senonché, proprio avendo esclusivo riguardo alla data di deposito in cancelleria dell’opposizione, il Tribunale accoglieva l’eccezione di tardività promossa dall’avvocato opposto.

Il cliente introduceva, dunque, ricorso straordinario per Cassazione e la Corte, in tale sede, ribaltava la pronuncia di prime cure, chiarendo che – seppur a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 14, la controversia per la liquidazione delle prestazioni professionali possa essere introdotta con ricorso per decreto ingiuntivo e la relativa opposizione vada proposta con ricorso ex art. 702-bis c.p.c. – nel caso in cui l’opposizione sia stata avanzata con citazione, la correlata applicazione del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 4, prevede che il giudice debba disporre il mutamento del rito e, in tale evenienza, gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono secondo le norme del rito seguito prima del mutamento, restando ferme le decadenze e le preclusioni maturate alla stregua delle norme del rito seguito prima del mutamento.

A cura di Alessandro Marchini

I commenti sono chiusi.