Nel processo amministrativo telematico è ammessa la notifica del ricorso a mezzo PEC (Cons. Stato, Sez. III, 14 settembre 2015, n.4270)

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Con la sentenza in epigrafe il Consiglio di Stato ha confermato il proprio orientamento di cui alla sentenza della sez. VI, n. 2682 del 28 maggio 2015 e, pertanto, ribadito che nel processo amministrativo trova applicazione immediata la l. n. 53 del 1994, articoli 1 e 3 bis, secondo cui l’avvocato “può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale… a mezzo della posta elettronica certificata”.

Il Consiglio di Stato ha quindi chiarito che la notifica del ricorso a mezzo PEC è ammessa “anche in mancanza dell’autorizzazione presidenziale ex art. 52, co. 2, del c.p.a. , disposizione che si riferisce a “forme speciali” di notifica, laddove invece la tendenza del processo amministrativo, nella sua interezza, a trasformarsi in processo telematico, appare ormai irreversibile”.

Conclusivamente, l’immediata applicabilità delle norme di legge vigenti sulla notifica del ricorso a mezzo PEC non è esclusa né limitata dalla previsione di uno strumento normativo specifico che contenga le regole tecnico–operative del processo amministrativo telematico, ossia il DPCM al quale fa riferimento l’art. 13 dell’Allegato al c.p.a.

 

 

A cura di Giulio Carano

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