Quali sono le condizioni di ammissibilità dell’istanza di differimento dell’udienza per concomitante impegno professionale del difensore dell’imputato? (Cass., Sez. III Pen., 15 maggio 2017, n. 23764)

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La sentenza in commento affronta la questione della legittimità dell’istanza di differimento dell’udienza per contemporaneo impedimento professionale del difensore. La Suprema Corte richiama le precedenti decisioni delle Sezioni Unite in materia, sentenze n.4909 del 18/12/2014 e n.29529 del 25/06/2009, nelle quali si precisa che, ai fini della ammissibilità della predetta istanza di differimento, è necessario che il difensore: 1) comunichi l’impedimento non appena conosciuta la concomitanza dei suoi impegni professionali; 2) indichi le ragioni che rendono necessaria la sua presenza nell’altro processo; 3) rappresenti l’assenza di un codifensore che possa validamente difendere l’imputato; 4) rappresenti l’impossibilità di avvalersi di un sostituto processuale nei processi concomitanti. Orbene, nel caso di specie l’istanza di differimento presentata dal difensore dell’imputato ha rispettato tutte e quattro le sopraindicate condizioni, nondimeno la corte ha ritenuto legittimo il rigetto dell’istanza di differimento dell’udienza presentata dal difensore dell’imputato poiché sul difensore grava un obbligo di diligenza che gli impone di dare preferenza a quel procedimento la cui mancata trattazione produrrebbe un pregiudizio al proprio assistito; il difensore, pertanto, avrebbe dovuto indicare alla corte elementi concreti onde verificare quale dei due procedimenti dovesse essere trattato e quale invece dovesse essere rinviato.

A cura di Fabio Marongiu

 

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