Sanzione disciplinare per l’avvocato che fa intraprendere azioni inutili (Cass., Sez. Un., 12 ottobre 2020, n. 25574)

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La sentenza in esame riguarda le sanzioni disciplinari per gli avvocati che violano le disposizioni del Codice deontologico forense con specifico riferimento ai doveri di diligenza e competenza.

Un avvocato era stato sanzionato nel 2013 dal relativo Consiglio dell’Ordine con la censura per violazione degli articoli 8 e 12 del previgente Codice Deontologico per aver fatto intraprendere azioni legali non necessarie al suo cliente.

ll Consiglio Nazionale Forense adito dall’avvocato disattende l’eccezione di prescrizione avanzata dal professionista e conferma sia la condanna che la sanzione.

L’avvocato ha quindi presentato ricorso in Cassazione, sollevando tre motivi di ricorso:

- prescrizione, in quanto i fatti oggetto di contestazione risalivano a più di 5 anni fa;

- violazione e la falsa applicazione delle disposizioni del nuovo Codice deontologico, perché al momento dei fatti doveva applicarsi quello previgente;

- omesso esame di una pluralità di circostanze che avrebbero condotto a un giudizio diverso circa la sua condotta, mettendo in evidenza come le azioni che aveva intrapreso erano state attivate senza ritardo e dietro regolare mandato.

La Suprema Corte ha respinto tutti i motivi ritenendoli inammissibili.

Il primo in quanto la sanzione era stata irrogata nel 2013, a fronte di condotte iniziate nel 2006 e protrattesi sino al 2012.

Il secondo motivo, invece, viene censurato in quanto basato su un inciso che non aveva avuto conseguenze, non essendoci stati mutamenti di sostanza nel passaggio tra il previgente codice deontologico e quello successivo per quanto riguarda le condotte contestate al legale.

L’ultimo motivo, infine, viene ritenuto inammissibile poiché contiene apprezzamenti di merito diretti ad ottenere un nuovo esame dei fatti, inammissibile in sede di Cassazione.
La Corte pertanto conferma la sussistenza della responsabilità dell’avvocato in ordine alla violazione dei doveri di diligenza e competenza.

A cura di Corinna Cappelli

 

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