Se oggetto della controversia è l’intera massa ereditaria, il valore della stessa costituisce il parametro di riferimento per l’esatta liquidazione dei compensi dovuti al difensore (Cass., Sez. II, 20 maggio 2019, n. 13512)

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A seguito di ricorso proposto dal difensore per il pagamento delle spettanze professionali relative al mandato svolto in relazione ad una causa ritenuta come riguardante un’azione di riduzione e reintegrazione della quota ereditaria, il Giudice di prime cure riconosceva a questi il compenso spettante, determinandolo con esclusivo riguardo al valore della asserita lesione di legittima.

Il Legale si dogliava, tuttavia, che le complessive domande proposte nel giudizio avessero reso necessario rideterminare il valore dell’intera massa ereditaria, sicché riteneva che il Giudice avesse errato nell’omettere di considerare questo valore, diverso e maggiore, nella determinazione del suo compenso.

La Suprema Corte, chiamata ad intervenire sul punto col ricorso del legale, ricorda come quando venga a costituire oggetto della controversia l’intera massa ereditaria, anche con riguardo alla determinazione della sua entità, ne consegue che sia il valore della stessa a dover costituire il parametro di riferimento per la esatta liquidazione dei compensi dovuti al difensore ai sensi dell’art. 12 c.p.c., u.c., con la relativa applicazione degli inerenti criteri tariffari di cui al D.M. n. 140 del 2012, art. 5, di cui, perciò, era stata legittimamente denunciata, in questa occasione, la violazione.

A cura di Alessandro Marchini

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