Sulla natura della deliberazione del Consiglio Distrettuale di Disciplina per l’apertura del procedimento disciplinare (C.N.F., Sent., 28 dicembre 2017, n. 251)

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Con la sentenza in commento, il Consiglio Nazionale Forense, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato da un avvocato in merito all’impugnazione della deliberazione del competente Consiglio Distrettuale di Disciplina, per l’apertura nei suoi confronti di un procedimento disciplinare, affronta il tema della natura giuridica di questo atto.
Nel dichiarare inammissibile tale ricorso infatti, il Consiglio Nazionale richiamandosi anche alla precedente giurisprudenza della Corte di Cassazione, dispone che la potestà giurisdizionale riconosciutagli dall’art. 50 del R.D.L. n. 1578/33, deve limitarsi esclusivamente ad ogni “decisione” che conclude il procedimento, mentre la citazione a giudizio e l’apertura o la prosecuzione del procedimento avanti ai Consigli Distrettuali di Disciplina, consiste in un mero atto “endodisciplinare”, a cui non deve essere riconosciuta l’efficacia esterna e quindi preclusa qualsiasi forma di impugnazione, compresa quella concernente la giurisdizione amministrativa, ex art. 59 legge n. 69/2009.

A cura di Lapo Mariani

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