Sulla rimessione in termini (Cass., Sez. II, 24 aprile 2019, n. 11229)

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Nella sentenza in commento la Suprema Corte di Cassazione richiama suoi precedenti insegnamenti in tema di rimessione in termini.
Afferma al riguardo che la rimessione in termini richiede la dimostrazione che la decadenza sia stata determinata da una causa non imputabile alla parte, perché cagionata da un fattore estraneo alla sua volontà.
Venendo al caso di specie gli Ermellini affermano che non può essere riferita ad un evento esterno al processo la circostanza dell’infedeltà del legale che non abbia dato esecuzione al mandato difensivo.
Tale circostanza attiene infatti esclusivamente alla patologia del rapporto intercorrente tra la parte sostanziale ed il professionista incaricato ex art. 83 c.p.c. e può assumere rilevanza soltanto ai fini di un’azione di responsabilità da promuovere contro quest’ultimo.

A cura di Silvia Ammannati

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