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giurisprudenza

Il COA di appartenenza dell’avvocato esponente non può impugnare l’archiviazione del procedimento disciplinare disposta da parte del CDD (C.N.F., Sent., 5 dicembre 2023, n. 285)

La sentenza in esame trae origine da un esposto proposto nei confronti di un avvocato che, nell’ambito di un procedimento di mediazione, sostituendo il proprio collega di studio, avrebbe mantenuto un comportamento scorretto nei confronti del mediatore e dei colleghi di controparte, peraltro consentendo a un soggetto terzo (un ulteriore collega di studio) “la presenza (…) all’interno della stanza da cui si collegava”.

Il CDD investito del procedimento disciplinare così incardinato ha disposto l’archiviazione dello stesso.

A fronte del provvedimento di archiviazione, il Consiglio dell’Ordine di appartenenza degli avvocati esponenti (diverso da quello degli avvocati incolpati) ha proposto ricorso fondato su diversi motivi.

Il CNF, investito del ricorso, lo ha dichiarato inammissibile. Infatti, osserva il CNF, in conformità all’art. 61 L. 247/2012, l’art. 33 del Regol. CNF n. 2/2014 dispone che il COA di appartenenza dell’esponente (se diverso da quello dell’iscritto) non ha legittimazione ad impugnare il provvedimento del Consiglio distrettuale di disciplina.

Possono invece proporre ricorso in tal senso: “a) l’incolpato, nel caso di affermazione di responsabilità; b) il Consiglio dell’ordine presso cui l’incolpato è iscritto, per ogni decisione ; c) il Procuratore della Repubblica, per ogni decisione; d) il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello del distretto dove ha sede il Consiglio distrettuale di disciplina che ha emesso la decisione, per ogni decisione”.

A cura di Giulio Carano