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giurisprudenza

Procedimento di negoziazione assistita: la rilevanza deontologica del dovere di riservatezza (C.N.F., Sent., 27 gennaio 2026, n. 4)

Con la sentenza in commento il CNF ribadisce l’operatività e la rilevanza del dovere di riservatezza gravante sull’avvocato anche nelle procedure di negoziazione assistita. Nel caso di specie, tale procedimento risultava condizione di procedibilità rispetto al giudizio al contrario già pendente. Per tale ragione, riscontrato il mancato previo assolvimento della predetta condizione, il giudice procedente assegnava termine alle parti per l’introduzione del procedimento di negoziazione assistita, evidenziando al contempo l’opportunità a fini conciliativi del pagamento di una somma a titolo di acconto da parte della allora resistente, difesa dall’incolpato. Il procedimento di negoziazione assistita aveva esito negativo ed alla successiva udienza di comparizione di fronte al giudice l’allora ricorrente dava atto del mancato pagamento dell’acconto sollecitato dal giudice e l’odierno incolpato replicava dichiarando che “nel corso della mediazione era stata avanzata dalla propria assistita proposta di chiusura della vertenza”, di cui precisava anche il relativo importo, “e che tale proposta aveva ricevuto un netto rifiuto senza alcun tipo di ulteriore trattativa”. Fatti questi che non venivano mai contestati dall’incolpato. Il CDD  territorialmente competente, riconosceva in tale condotta la violazione degli artt. 9 e 28, co. 2 del CDF e per l’effetto comminava all’incolpato la sanzione della censura. Avverso tale decisione quest’ultimo proponeva ricorso al CNF sostenendo l’insussistenza dell’illecito. Al contrario, il CNF, nel confermare la sanzione già comminata dal CDD, seppur escludendo il richiamo all’art. 28, ha rigettato il ricorso precisando come il dovere di riservatezza dell’avvocato all’interno del procedimento di negoziazione assistita risulti ancora più stringente in quanto espressamente previsto dall’art. 9, co. 4-bis del d.l. 132/2014, che ne definisce puntualmente la rilevanza disciplinare. Ciò in considerazione del fatto che gli avvocati che assistono le parti in negoziazione, in assenza di soggetti terzi (come ad esempio nel diverso procedimento di mediazione), sono protagonisti assoluti della procedura e dunque al contempo garanti dell’osservanza delle norme e del rispetto dei principi deontologici.

A cura di Elena Borsotti