Qualora in sede di appello venga espletata una nuova consulenza tecnica con risultato difforme da quella di primo grado, il Giudice, quando intenda uniformarsi alla seconda consulenza, non può limitarsi ad una adesione acritica ma deve giustificare la propria preferenza (Cass., Sez. VI, Ord., 25 ottobre 2017, n. 25249)

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La Corte di Cassazione – con la sentenza in epigrafe – ha ribadito un importante principio già affermato, secondo cui – se nel corso del giudizio di merito vengono espletate più consulenze tecniche in tempi diversi – il Giudice può seguire il parere che ritiene più congruo o discostarsene, dando adeguata e specifica giustificazione del suo convincimento.

In particolare, se il Giudice ritiene di dovere disporre una nuova consulenza – rispetto a quella già eseguita dal Giudice delle prime cure – e intende uniformarsi alla seconda consulenza, deve giustificare la propria preferenza, e non limitarsi ad aderire, indicando le ragioni per cui ritiene di disattendere le conclusioni del primo consulente, a meno che queste risultino criticamente esaminate dalla nuova relazione.

A cura di Guendalina Guttadauro

 

 

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