Soglia minima di gravità e diritto all’indennizzo (Cass., Sez. II, Ord., 24 aprile 2019, n. 11228)

File allegati:

La suprema Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, conferma il principio “de minimis non curat praetor”, oramai recepito dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo, secondo cui, in materia di risarcibilità del danno, non trova diritto al risarcimento il patema causato da una violazione che non raggiunga una soglia minima di gravità.
Nel caso di specie i ricorrenti lamentavano il loro diritto al risarcimento per l’ingiusta durata di un procedimento amministrativo, avanti il T.A.R. competente, che si era protratto dall’anno 1996 al 2014.
Stante però “l’esiguità” delle poste in gioco, che verteva sulla mancata rivalutazione e sull’omesso calcolo degli interessi su somma, che aveva determinato i ricorrenti a richiedere il pagamento degli accessori rispettivamente per € 482,81 l’uno ed € 500,00 l’altro, gli Ermellini confermano la pronuncia impugnata della Corte di Appello competente, che aveva rigettato il ricorso, in quanto la violazione subita non raggiungeva quella soglia minima di gravità richiesta.

A cura di Lapo Mariani

I commenti sono chiusi.