Sulla parcella asseverata dal COA (Cass., Sez. VI, Ord., 7 luglio 2020 n. 14005)

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Nell’ordinanza in commento la Suprema Corte di Cassazione si pronuncia sul ricorso promosso da un soggetto che si era visto ingiungere il pagamento di una somma a titolo di compensi per le attività di difesa svolte dal proprio legale in tre controversie di lavoro, in un procedimento per ATP, per consulenza stragiudiziale, per l’opposizione ad un provvedimento di archiviazione e per tre contestazioni disciplinari.
La Corte accoglie il ricorso affermando che, a fronte delle numerose ed articolate contestazioni mosse dal cliente sulla congruità, sull’effettività e sulla spettanza dei corrispettivi richiesti dal legale, il giudice di merito non avrebbe dovuto limitarsi a recepire acriticamente le osservazioni del Consiglio dell’Ordine che aveva asseverato la parcella, pur dichiarandola non vincolante.
Per la Suprema Corte la decisione assunta dal giudice di merito, in quanto fondata su argomentazioni sostanzialmente apodittiche, sganciate da qualsivoglia riferimento alle risultanze processuali ed alle argomentazioni difensive dell’opponente, è pertanto da cassare.

A cura di Silvia Ammannati

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