Un avvocato per più parti: il compenso è unico e raddoppiabile (Cass., Sez. I, 3 luglio 2019, n. 17797)

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Nel secondo grado di un giudizio relativo ad una procedura ablatoria, la Corte d’Appello, determinata l’indennità di occupazione e di esproprio a favore degli opponenti, condannava l’Amministrazione comunale a rifondere le spese di lite anche in favore dei terzi convenuti, determinando il compenso dei legali di quest’ultimi tramite (mera) moltiplicazione dell’onorario per il numero di parti assistite.

Ravvedendo in ciò una violazione dei criteri di liquidazione dei compensi professionali, l’Amministrazione comunale soccombente ricorre in Cassazione.

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso poiché, richiamato l’art. 4, comma 4, d.m. 20.07.2012 n. 140 in tema di raddoppio del compenso unico dell’avvocato che difenda più persone con la stessa posizione processuale, ha ravvisato una non corretta applicazione di tale criterio, nella misura in cui la Corte d’Appello ha stabilito che per ogni persona in più rispetto alla prima assistita dal medesimo legale intervenisse il riconoscimento per quest’ultimo di un autonomo compenso.

A cura di Alessandro Marchini

 

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