La sezione specializzata del Tribunale di Firenze, nell’ambito di un procedimento di reclamo contro il sequestro di beni contraffatti, ha avuto modo di pronunciarsi sull’utilizzo dello strumento dell’intelligenza artificiale (c.d. IA) generativa in ambito forense.
Nel giudizio de quo che verteva sulla tutela dei marchi e del diritto d’autore, parte reclamante aveva contestato il richiamo errato della giurisprudenza di legittimità proposto nella comparsa difensiva di controparte. A seguito di note scritte, autorizzate dal Collegio, la parte reclamata confermava come, in effetti, i riferimenti giurisprudenziali citati fossero il risultato (errato) della ricerca effettuata tramite una piattaforma di IA e ne richiedeva lo stralcio, ritenendo già sufficientemente fondata la propria linea difensiva. Parte reclamante sottolineava come, sul punto, i richiami giurisprudenziali effettuati con il mezzo dell’IA erano del tutto inconferenti e in alcuni casi insesistenti rispetto all’oggetto del giudizio e pertanto tale comportamento processuale avrebbe dovuto configurarsi come abuso dello strumento processuale idoneo a giustificare la condanna alle spese ai sensi dell’art. 96 cpc. I giudici della Corte fiorentina pur sottolineando “il disvalore relativo all’omessa verifica dell’effettiva esistenza delle sentenze risultanti dall’interrogazione dell’IA”, ritenevano che “l’indicazione degli estremi giurisprudenziali” fosse stata fatta solo “ad ulteriore conferma della linea difensiva già esposta” e dunque unicamente “diretta a rafforzare un apparato difensivo già noto e non invece finalizzata a resistere in giudizio in malafede”. Ritenuta l’assenza di malafede processuale i giudici decidevano per la non applicabilità delle disposizioni di cui all’art. 96 c.p.c..
In conclusione appare opportuno ricordare come l’utilizzo dei sistemi di IA in ambito legale (per es. nel settore dell’AI Literacy) sia un tema già attuale e molto dibattuto tanto in ambito accademico che professionale. In questo senso da segnalare è sicuramente la “Carta dei Principi per un uso consapevole di strumenti di intelligenza artificiale in ambito forense” redatta dall’Ordine degli Avvocati di Milano. Inoltre l’uso dell’intelligenza artificiale generativa è anche oggetto del disegno di legge n.1146/2024 recentemente approvato dal Senato. In entrambi i documenti si afferma, tra l’altro, che l’utilizzo responsabile di tali sistemi sia consentito nelle professioni intellettuali se svolto sotto il controllo umano e per attività strumentali di supporto.
A cura di Brando Mazzolai