Nel confermare le pronunce sia del competente CDD che del CNF, la Suprema Corte ribadisce la correttezza della sospensione cautelare dell’avvocato intervenuta a seguito alla condanna da parte del Tribunale alla pena di anni sette di reclusione, aderendo alla motivazione del Giudice Disciplinare. Lo stesso aveva infatti compiutamente spiegato che, in caso di sentenza penale di condanna, lo “strepitus fori” può essere determinato anche dalla naturale diffusività della notizia procurata dalla pubblicità del dibattimento. Inoltre, l’eco di notorietà dei fatti derivante dalla pronuncia pubblica di condanna penale, a prescindere dall’epoca alla quale risalgono i fatti, rendeva attuale quello “strepiuts fori” costituente la ragione della misura, diventando la stessa pienamente legittima.
A cura di Elena Borsotti