La cancellazione dall’albo dei praticanti avvocati abilitati al patrocinio opera automaticamente decorso il sessennio ed il reclamo avverso detto provvedimento non è proponibile (Cass., Sez. III, 23 ottobre 2018, n. 26704) V giurisprudenza A cura di Sofia Lelmi 28/11/2018
Risponde per violazione dell’obbligo di diligenza l’avvocato che, in caso di dubbio interpretativo circa un termine posto a pena di decadenza, lascia decorrere il termine più breve (Cass., Sez. III, 28 settembre 2018, n. 23449) V giurisprudenza A cura di Sofia Lelmi 26/10/2018
Dal 1° gennaio 2018 l’esercizio associato della professione forense può essere svolto anche in organismi societari di tipo multidisciplinare (Cass., Sez. Un., 19 luglio 2018, n. 19282) V giurisprudenza A cura di Sofia Lelmi 27/09/2018
Il coniuge interdetto può, per il tramite del proprio tutore e senza la nomina di un curatore speciale, promuovere l’azione per la separazione giudiziale (Cass., Sez. I, 6 giugno 2018, n. 14669) V giurisprudenza A cura di Sofia Lelmi 27/07/2018
Viola il dovere di incompatibilità l’avvocato che ricopre la carica di amministratore di una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata (Cass., Sez. Un., 1 giugno 2018, n. 14131) V giurisprudenza A cura di Sofia Lelmi 29/06/2018
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 395 e 396 c.p.c. nella parte in cui non prevedono, tra i casi di revocazione, quello in cui il riesame nel merito della sentenza impugnata si renda necessario per uniformarsi ad una decisione della CEDU (Corte Cost., 27 aprile 2018, n. 93) V giurisprudenza A cura di Sofia Lelmi 30/05/2018
La riassunzione del giudizio di fronte al giudice indicato come competente, in pendenza del termine per impugnare, non determina inammissibilità dell’appello successivamente proposto, trattandosi di mero atto cautelativo (Cass., Sez. II, 31 gennaio 2018, n. 2413) V giurisprudenza A cura di Sofia Lelmi 26/04/2018
In caso di notifica irregolare del decreto ingiuntivo, il termine per proporre opposizione tardiva è di quaranta giorni dalla conoscenza effettiva dell’atto. Nessuna discrezionalità è lasciata al giudice nella valutazione del termine (Cass., Sez. VI, Ord., 2 febbraio 2018, n. 2608) V giurisprudenza A cura di Sofia Lelmi 27/03/2018